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Il territorio compreso tra Sele e Laos si sviluppa con andamento lineare lungo i margini costiero e interno, mentre, nell’area centrale, segue in parte i corsi d’acqua e le strade principali, assecondando la morfologia del rilievo dove nel passato si sono concentrati i luoghi del potere civile ed ecclesiastico, come rocche e monasteri.

Golfo di Policastro 1
Golfo di Policastro

Più recentemente si è manifestata la tendenza a una modesta concentrazione urbana, ma l’agricoltura rimane arcaica e condizionata dalla polverizzazione fondiaria, mentre le poche grandi aziende mantengono carattere estensivo. L’industria, a eccezione di qualche impianto legato all’enologia e alla tradizionale attività peschereccia, si limita a lavorazioni artigianali, nei rami calzaturiero, tessile, dell’abbigliamento e dell’arredamento. Il turismo ha carattere stagionale, innescando, problemi di equilibrio ambientale e di pianificazione urbanistica.

Su questa realtà si innesta un patrimonio che, come abbiamo visto finora, è ricco di storia e di cultura materiale ed immateriale e che ha visto nel corso dei secoli avvicendarsi popoli diversi e realtà politiche e organizzative territoriali differenziate. Purtroppo anche da un punto di vista della conservazione e della tutela del patrimonio archeologico e storico artistico è stato investito poco in questo territorio soprattutto nei centri che insistono lungo le dorsali, privilegiando quelli più famosi della costa dove in antico erano presenti le colonie greche e che presentano una stratificazione culturale importantissima (Paestum, Velia, Buxentum). Molte delle realtà archeologiche dell’interno sono invece poco conosciute e poco studiate, e non hanno ricevuto la giusta valorizzazione.

É evidente che laddove la realtà politica e amministrativa ha consentito un maggior approfondimento della ricerca avallando progetti per la valorizzazione come quest’ultimo Corso di Formazione per la promozione turistico-culturale dei siti storici coinvolti – I Lucani nel Tirreno, e dove la ricerca archeologica è progredita in perfetta sinergia con gli Enti locali,, come ad esempio a Roccagloriosa e Caselle in Pittari ,che presentano una continuità dal paleolitico fino all’età moderna, essi cominciano oggi a rivestire un’importanza strategica all’interno di una più ampia organizzazione territoriale.

In questa direzione, secondo quanto recita l’art. 9 della Costituzione e l’art. 6 del Codice dei Beni Culturali, la valorizzazione deve promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e assicurare le migliori condizioni di valorizzazione e fruizione del patrimonio stesso, interagendo con la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti e integrati e in forme compatibili con la tutela. Lo stesso codice sancisce la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale, così sono stati messi in campo negli ultimi anni progetti e interventi di valorizzazione integrata, di ricerca e sperimentazione, in particolare seguendo la legge 77/2006 per i siti del patrimonio mondiale UNESCO.

La domanda di turismo culturale del nostro paese, come nel resto del mondo, è in continuo aumento e rappresenta uno dei segmenti più significativi del mercato turistico europeo considerando che circa il 40% di coloro che decidono di viaggiare nel vecchio continente sono mossi dal desiderio di partecipare ad attività culturali.

Obiettivo principale delle istituzioni e degli enti territoriali è quello di avvicinare a questo prezioso patrimonio il più alto numero possibile di persone rafforzando sia la tutela che la conservazione, concetto imprescindibile per una corretta valorizzazione,  e creando un  reale sviluppo economico per il paese attraverso una efficiente promozione del turismo culturale e di tutta la filiera economica ad esso collegata (enogastronomia, hòtellerie, trasporti, editoria, artigianato, edilizia, creatività).

Antiquarium di palinuro
Antiquarium di palinuro
Morigerati. Museo Etnografico - ingresso
Morigerati. Museo Etnografico – ingresso

La rete museale presente nel territorio, dagli antiquaria al Museo della Civiltà contadina, inserita in un percorso enogastronomico, unita alle tradizioni popolari, e all’attrattiva del meraviglioso mare del Cilento, potrebbe diventare il volano per accrescere l’economia di questo territorio e vederlo finalmente sviluppare.

Progetti finalizzati, come quello realizzato dalla rete dei Comuni, a Torre Orsaia, in collaborazione con l’Università di Salerno, il Ministero dei Beni Culturali, in particolare la Soprintendenza dei Beni Archeologici della Campania, e gli Enti territoriali, in conformità alle direttive della Convenzione di Faro, costituiscono un percorso virtuoso che va dalla conoscenza alla comunicazione, attraverso la formazione di giovani qualificati e la valorizzazione del patrimonio culturale in senso lato.

L’archeologia e il patrimonio storico artistico, non sono una passione né un hobby ma hanno un ruolo sociale perché restituiscono le tracce di un passato spesso scomparso alla comunità che lo condivide e che ne è erede, attraverso la consapevolezza e l’orgoglio delle proprie radici. La conoscenza del nostro patrimonio e del nostro passato, sfruttando i nuovi network e la rete di conoscenze e di possibili sviluppi, potrebbe coinvolgere l’imprenditoria giovanile e costituire una fonte di ricchezza anche per la crescita politica, culturale ed economica del territorio.

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