Torre OrsaiaTorre Orsaia si scaglia su una collina di ulivi del Golfo di Policastro. È un comune appartenente al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, situato nella parte meriodionale della Campania. Il territorio comunale si estende su una superficie di 23,8 Kmq e gli abitanti sono 2.221 (dati Istat 2011), divisi fra il capoluogo e le frazioni Castel Ruggero, Cerreto e Torre Orsaia Scalo.
Torre Orsaia racchiude in sè delle caratteristiche interessanti poichè è sia un centro agricolo dato dalla sua posizione su alcune colline digradanti verso il mare tra uliveti secolari ed anche sede dell’Università Popolare del Cilento, fulcro di importanti iniziative culturali. Molto suggestivo è l’antico borgo tardo medievale di Castel Ruggero, arroccato su una roccia, ex comune indipendente, ormai frazione integrata a Torre Orsaia, dove è possibile ammirare i resti del Castello medievale. Altri monumenti e luoghi d’interesse sono Palazzo Pecorelli, la Torre Campanaria, la Chiesa di San Lorenzo Martire, la Chiesa dell’Immacolata. Il programma degli eventi di Torre Orsaia è ricco di appuntamenti, sia religiosi che più squisitamente culturali, legati alla cucina tradizionale e prodotti tipici.

 

 

 

 

Vescovi e corsari

La nostra storia ha inizio intorno alla metà del secolo undicesimo, all’epoca del condottiero normanno Roberto il Guiscardo, quando le incursioni dei pirati, la malaria e la distruzione di Policastro operata dallo stesso Guiscardo (1065) spinsero le popolazioni costiere a spostarsi verso zone più interne del territorio; venne così a costituirsi un primo centro abitato nella Terra Turris Ursajae. Il luogo su cui attualmente sorge Castel Ruggero, poi, considerato di grande importanza strategica già dai Longobardi, ospitò intorno al 1150 un accampamento di truppe di Ruggero II il Normanno (da cui il nomeCastra Roggerii).
Nel 1301 monsignor Pagano, Vescovo di Policastro, deciso a far valere i propri diritti feudali sul territorio della Diocesi, ordinò la costruzione di una sede estiva dell’Episcopio a Torre Orsaia, ed emanò un bando nel quale prometteva, a tutti coloro i quali avessero voluto prendere dimora vicino al Palazzo Vescovile, terra a sufficienza per una casa, una vigna, un orto e un pagliaio, dietro pagamento di un’imposta detta pregata.
Come abbiamo detto, nel 1301 un nucleo abitativo, per quanto piccolo, esisteva già: il bando di monsignor Pagano e la redazione dei Capitula terre turris ursaye, un codice legale che regolava la convivenza civile e i rapporti della popolazione con il Vescovo-Barone, servirono unicamente a ratificare situazioni e usanze che si erano oramai consolidate nel corso di due secoli.

Cinque secoli di contese

Fondato il nucleo originario del paese, redatti i Capitoli, istituita l’Università (un organismo che rappresentava i cittadini), Pagano e i suoi successori iniziarono ad affermare i propri privilegi feudali: i cittadini di Torre, vassalli dei Vescovi (e relativamente indipendenti dall’autorità dei Conti di Policastro), rimpinguavano le casse della Mensa con decime e pregate e fornivano mano d’opera gratuita nelle terre, nei mulini e nei frantoi episcopali.
Ferrante d’Aragona, re di Napoli, con un decreto datato 15 giugno 1479 diede facoltà di edificare “in loco dicto Castra Ruggerii, quod numquam fuit habitatum” (nel luogo detto Castel Ruggero, che non fu mai abitato) e stabilì che il nuovo centro sarebbe dipeso amministrativamente da Torre Pulsaria, che si ebbe così la promozione da casale (frazione) di Policastro a Oppido (Comune). Castel Ruggero ottenne  l’indipendenza amministrativa (1808), per ritornare frazione di Torre Orsaia nel 1929.
Nel 1479 si consumò addirittura una piccola scissione: un gruppo di cittadini torresi chiese di poter edificare un nuovo centro a poca distanza da Torre Pulsaria -come allora si chiamava il paese- nel luogo che i soldati normanni avevano scelto per il loro castrumtre secoli prima. Ferrante d’Aragona, re di Napoli, con un decreto datato 15 giugno 1479 diede facoltà di edificare “in loco dicto Castra Ruggerii, quod numquam fuit habitatum” (nel luogo detto Castel Ruggero, che non fu mai abitato) e stabilì che il nuovo centro sarebbe dipeso amministrativamente da Torre Pulsaria, che si ebbe così la promozione da casale (frazione) di Policastro a Oppido (Comune). Castel Ruggero ottenne poi l’indipendenza amministrativa (1808), per ritornare frazione di Torre Orsaia nel 1929.

MAPPA E INDICAZIONI STRADALI

 

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