Un decennio dopo l’Unità, dal 1870 circa, aveva avuto inizio la “Grande Emigrazione”: milioni di italiani, prima dal Nord, poi, in misura sempre crescente, dal Mezzogiorno, lasciarono le città e i paesi in cui erano nati per cercare fortuna all’estero.

Basso CilentoL’emigrazione cilentana dell’Ottocento si diresse prevalentemente verso l’America del Sud, in particolare il Brasile e l’Uruguay. Come sempre accadeva, l’emigrante cercava per prima cosa di stabilire una rete di contatti con i paesani già presenti sul posto. Era un antidoto alla solitudine, ma anche un modo per trovare lavoro con minori difficoltà.

Dal 1901 fino allo scoppio della prima Guerra mondiale, nel 1915, il flusso dei disperati cambiò rotta, dirigendosi soprattutto verso gli Stati Uniti. In nemmeno quindici anni, quasi sessantamila persone arrivarono negli Stati Uniti dal Cilento e non fecero mai più ritorno: un numero enorme se rapportato alla popolazione dell’epoca. A questi si devono aggiungere diverse migliaia di immigrati che, dopo un periodo più o meno lungo di soggiorno, vollero o poterono riprendere la via di casa.

Nella corrispondenza superstite tra gli emigranti, le loro famiglie e i paesani  – conservata presso l’Archivio Storico Cilentano sull’Emigrazione di Castelruggero (Torre Orsaia) – emergono le preoccupazioni reciproche per le rispettive condizioni economiche e di salute. Dalle lettere – scritte quasi sempre in un italiano improbabile e ricco di dialettismi – vengono fuori il candore, la profonda fede religiosa, l’incredibile laboriosità dei cilentani lontani dalla loro terra. Alcuni non esitavano a spostarsi da un continente all’altro per rincorrere il proprio sogno di riscatto.

Tutte le testimonianze conservate presso gli Archivi storici, insieme allo studio del territorio ed alle sopravvivenze architettoniche, hanno contribuito a realizzare un documentario digitale sul tema, della durata di 30 minuti e suddiviso in moduli didattici. Un vero e proprio viaggio che ricostruisce le vicende storiche ed umane tipiche delle realtà migratorie tra la fine del 1800 e l’inizio del ‘900.

Maria Elena Fabi ci condurrà nelle location più suggestive e ci fornirà uno spaccato del territorio capace di comunicare allo spettatore la grande ricchezza del Cilento: un viaggio fatto di luoghi e persone per raccontarne la storia e le tradizioni ma anche per descriverne le iniziative sociali e culturali e la genuinità della gente che li abita e che rende questa terra un luogo ideale in cui vivere.

 

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