Vuoto.Dal lat. vacans, vacantis (vuoto, privo).
Un esempio di ossimoro popolare: “Chjinu di vacantaria” = pieno di vuoto.
Rifugio per le mucche.
Dal lat. vacca (mucca) con suffisso derivativo -iccio non senza un’eco di “pagliericcio” (pagliarizzu) che dà l’idea di riposo.
Antico toponimo torrese: vaccarizza.
Bacile, catinella; zuppiera.
Dal lat. medievale bacile derivante da *bac(c)inum (recipiente) – di origine gallica – con cambio di suffisso.
“Vacili di l’acqua”, “nu vacili di maccaruni”.
Passaggio in una siepe.Dal lat. vadum (passaggio).
Rospo. Dal lat. *babulus (sciocco, babbeo) “e quindi ‘rospo’ come animale goffo e stupido” (DIDE, 59).
“Funtana di lu vagliu”: toponimo e leggenda di buona notorietà.
Ovatta, bambagia.
Dal greco bámbax attraverso il lat. medievale bambax, -cis (cotone).
La “vammaci ppi la luci” era lo stoppino per la candela a olio.
Levatrice, mammana.
Dal lat. mamma (mammella, mamma) con dissimilazione e suffisso derivativo.
Ardere con fiamma alta.
Da “vampa” che è incrocio di vapor e “lampo”.
(Cfr. campulijà, stampulijà…).
Fare le pubblicazioni matrimoniali. Dal gotico bandwian (fare un segnale).
Grembiule di pelle per fabbri, mietitori ecc.
Dal greco anti-éntera (davanti agli intestini, alla pancia). Cfr. il francese devantière (gonnella aperta della cavallerizza).
Grembiule. Dal lat. ante-sinum (davanti al grembo).
Gualchiera. Dal germanico *walkan (rotolare). Anche toponimo del Vallo di Diano.
Barba. Dal lat. barba (idem), con anaptissi e cambio b/v. (Con liquida seguita da b, v, g è fenomeno assai frequente: èriva, cuòrivu, vùrigu, làrigu, suòrivu, màliva, scalivà ecc.).
Sbarra. V. varuni.
Barilotto. Dal lat. tardo barriculus (idem).
Barile con ampia bocca per trasporto dell’uva. Alterazione dispregiativa di “barile”. V. varrili.
Barile. Etimo controverso. Da un lat. *barra (argilla) per indicare “vaso d’argilla” (DEVOTO).
Sbarra per chiudere una porta. Da varra (v.) di etimo incerto. Per DEVOTO è derivazione da un lat. *barra, voce di origine mediterranea denotante “parete di fango o argilla” (v. varrili).
Cfr. lo spagnolo vara (pertica, stanga, bastone). Alterazione accrescitiva.
Basso. V. bassu (1).(“Jì vasciu” = andare dalla parte più bassa, inferiore; “jì coppa” è il contrario).
Basilico. V. masaricoia.
Facchino. Dal greco bastázo (porto).
Basolato, pavimentazione di strade con blocchi di pietra di notevoli dimensioni.
Dal lat. basis (base) che ha dato luogo a un parlato *basulum (lastra) da cui il dialettale vàsula e il derivato vasulata.
Ciarlatano, chi con facilità diffonde voci e notizie.
Dall’it. “battola” (tavoletta con maniglie di ferro usata per annunciare funzioni religiose nei giorni della settimana santa in cui è vietato suonare le campana).
E’ derivato da “battere” (v. vatti).
Mulattiere, vetturale. Dal lat. viaticus (del viaggio), con suffisso di relazione.
Vattelappesca. Dall’it. “vàttela a acchiare” (cercare). Verbo, quest’ultimo, derivato dal lat. afflare (cercare fiutando).
Battere, bastonare. Dal lat. tardo bàttere, classico battùere (idem). Vatticulu = sculacciata.
Battezzare. Dal lat. ecclesiastico baptizare, greco baptízo (immergo). Metaforicamente “rompere”.
Pulsare del sangue soprattutto in zona interessata da ferita o gonfiore.
Da “battere” (v. vatti) con la consueta forma verbale in -lijà (lat. -idiare); cfr. vampulijà.
V. gattucciu.
Sporcare con la bava.
Dal lat. *baba (bava) di origine onomatopeica.
Nonno. Da “avo” (lat. avus), con protesi assimilativa. In passato di uso comune (come tata) nel ceto proletario insieme al dim. vavucciu e al femminile vava.
(“Aggiu muzzicatu a bava, e mu’ la tornu a muzzicà”: ritornello di una povera demente).
Sguazzare. Da “sguazzare” modellato sul lat. aquatiare (prendere acqua).
Canto religioso, con accompagnamento di organetto, eseguito da ambulanti a suffragio delle anime dei defunti.
Tenia.
“Verme” + “ladrone” (lat. latro), che ruba sostanze nutritive allo sfortunato ospitante.
Ontàno. Dal lat. vernea arbor o semplicemente verna (idem) da un sostrato preceltico.
Sconcezza, oscenità, molestia. Dal lat. verna (schiavo, mascalzone, canaglia).
Verro, porco. Dal lat. verres (idem). “Li figlianu li vierri” si dice di persona molto fortunata.
Bisaccia. Dal lat. parlato avèrtula dim. di averta (bisaccia), con aferesi.
Bastone. Dal lat. vectis (sbarra, pestone). Vitticata = colpo di vetti.
Via Crucis.
Latino adattato.
Vicinato. Dal lat. tardo vicinans, vicinantis part. presente di vicinari (essere vicino).
Risultano attestate le forme medievali vicinantia e vicinancia; in BOCCACCIO (Dec. V, 5) il
femminile vicinanza.
Ombelico. Dall’it. “bellico” forma popolare aferetica di “ombelico” (lat. umbilicus).
Canale. E’ l’it. “beudo” di origine gallica (bedo = fosso, canale) (DIDE, 76).
Vipera. Lat. vipera, anche con accezione metaforica. ROHLFS (I, 208) giudica strana la f e ipotizza un etimo
popolare biferus. “Vifara stizzata” = persona assai eccitata (v. stizzà).
Sveglio, in stato di veglia. Part. presente di “vegliare”.
Vigneto, terreno coltivato principalmente a viti.
Dal lat. vinealis (relativo a vigna). La denominazione permane anche successivamente all’abbandono
della coltivazione viticola.
Beato, felice, fortunato. Dal lat. beatus (idem). Ricorso alla prep. a nelle forme “vijatu a iddu”, “vijatu a ti” ecc.
Agnello di un anno.
Dall’it. antico “guadagna” presente in Jacopone (XIII sec.) (DIDE, 461); si noti che “guadagnare” viene
dal germanico *waidanjan che significa “pascolare”.
Bilancino, cavallo posto a fianco di quello legato alle stanghe.
Da “bilancia” (vilanza) derivato dal lat. tardo bilanx (bis + lanx = due piatti): “aggiu mangiatu pani di
vilanza” (pane pesato, comprato).
Solitamente “a bilanzinu”.
Stadera. Accrescitivo di vilanza (bilancia, dal lat. tardo bilanx, “due piatti”).
“Povira panza mia, povira panza / nun t’aggiu pûtu fa’ na vota menza / aggiu mangiatu pani di vilanza,
/ aggiu vivutu vinu di cridenza…”.
Vendemmiare.
Dal lat. vindemiare con dissimilazione di consonante rilevata da ROHLFS (I, 328).
Fiorone (frutto precoce del fico).
Il lucano culùmmere (idem) fa risalire al lat. culumbulus (piccolo colombo) (cfr. DIDE, 166).
La relazione con cuzzùmmaru (v.) richiama tuttavia sovrapposizioni diverse come il
grecokallistroúthion (fico) che potrebbe aver fornito il 1° elemento (“bello” > vel(lo) > vilu)
+ melon omalon (frutto), considerando anche che stroútheion melon vuol dire “mela cotogna”.
Altre ipotesi, per quanto riguarda il 1° elemento di un non improbabile nome composto,
sonobélos (fulmine, freccia) e belós (soglia), che potrebbero spiegare la rapidità e l’anticipo che
caratterizza il fiorone.
Ovulo (fungo).
Dal lat. ovulum da ovum (uovo) con ulteriore suffisso diminutivo e aferesi.
“Gliutti nu viluozzu” equivale a “inghiottire un rospo”, “compiere un grosso sacrificio”.
Véna. Molto spesso vin’artèria intesa come condotto principale del sangue.
Dal lat. vena (idem).
Vimine. Dal lat. vinculum (legame).
Arcolaio, bindolo (arnese girevole per avvolgere filati). Dal tedesco antico winde (argano).
Schiaffo, ceffone.
Da “ventaglio” (dal francese eventail da vent = vento).
Fendersi, spaccarsi.
Dal lat. vena l’it. “venare”, il francese veiner, lo spagnolo ventear, con lo stesso significato.
Cfr. il lat. findere (spaccare) e il gotico beita (idem).
Ventraglia, garbuglio.
Da “ventre” (lat. venter = visceri, intestino), con forma dispregiativa.
Spulare, separare il grano dalla pula con l’aiuto del vento.
Dal lat. tardo ventare (separare) incrociato con ventilare (sventolare, agitare nell’aria).
Donna incostante, banderuola.
Da “ventolare” col significato antico di “sventolare”, “agitarsi al vento”.
V. vintulà.
Prendere vento, sventolare.
Dal lat. ventilare (sventolare) con forma iterativa. Sost. vintulijata.
Solfato di rame.
Dall’it. “verderame”.
Succhiello, piccolo trapano.
Dal lat. virga (verga, piantina) con suffisso strumentale -arius riferito alla penetrazione. Cfr. l’it.
“verrina” (sardo berrina = trivella) che rinvia al lat. verres (cinghiale) e all’organo sessuale di esso
denominato trapanaturu.
Da notare l’anaptissi.
Verminaio, affezione provocata da vermi parassiti.
Dal lat. vermen, verminis variante di vermis (verme).
Estro, capriccio, voglia.
Probabile origine dal lat. vernare (arrivare alla primavera, e, quindi, “gioire”, “folleggiare”). Presente
nell’espressione “si mi giranu li birnicchj”, ossia “se mi viene l’estro, l’uzzolo”, “se mi spinge la voglia”.
Albicocco/a.
Dal greco praíkokion (melon Armeniakón) = frutto precoce dell’Armenia, attraverso il lat. vernus
praecoquus (frutto primaverile precoce).
Invernale, vernino.
Voce italiana.
Pianta rampicante.
Da “virare” (ruotare). Ma potrebbe trattarsi di vitosa (da “vite”) per influsso galloitalico. (Per il
cambio t/r, v. ROHLFS I, 209 e DI, 765-66).
Robusto, forte.
Dal lat. tardo verutus da veru (spiedo, giavellotto), con sovrapposizione di verres (cinghiale), lat.
tardo verrus (porco non castrato).
Bastonatura.
Dall’it “berta” (macchina a urto, maglio, battipalo) forse derivato da britus (bretone), con alterazione
diminutiva.
Verza.
Dal lat. popolare *virdia (cose verdi) forma sincopata di viridia (da viridis = verde).
Dim. viržitieddu.
Bisaccia.
Dal lat. tardo bisaccium (doppio sacco).
Dim. visazzotta.
Querciolo, arboscello.
Dal lat. parlato viscilio (pianta parassitaria) tratto da viscum (vischio).
Moccio, malattia degli ovini.
Dal lat. bestiola (animaletto, insetto).
Coperto di moccio, detto anche di persona macilenta.
V. visciòla.
(“Pecura visciulusa”).
Pollone, succhione.
Dal lat. *visculum (verga) (ROHLFS, I, 248).
Da notare il lat. vesculus (tenero, gracile).
Dissenteria.
Quanto all’accentazione, appare chiara la derivazione dal lat. dysentèria che proviene dal
grecodysentería (idem).
(Forse attraverso la forma mesenteria, secondo ROHLFS, I, 160).
Vescovo.
Dal greco epískopos (sovrintendente) attraverso il lat. episcopus (vescovo), con metatesi reciproca di
due consonanti non sfuggita a ROHLFS (I, 325) e aferesi.
Vescica.
Dal lat. vesica o vessica (idem).
Formazione di bolle a contenuto sieroso provocate strofinando sulla parte alta del braccio
una foglia di bietola unta con olio o con sapone da barba allo scopo di ottenere la fuoriuscita di pus atta
a purificare il corpo.
Dall’it. “vescicante” (che produce vesciche) originato dal lat. vescicare (formare bolle).
Divulgare, spargere voci.
Dal lat. *vissinare (*vissire) = emettere gas. Cfr. il germanico bîsa (vento). V. anche il lat.
*vexicarefrequentativo di vehere (trasportare).
Vitalba; piante lianose.
Dal lat. vitaceus (relativo a vite). I germogli sono ancora raccolti per essere consumati, mentre i rametti
venivano fumati a mo’ di sigaro (in mancanza di tabacco).
Pianta rampicante, ramo fornito di viticci.
Dal lat. *viticularia (pianta con viticci) da vitis (vite).
Veterinario.
Dal lat. veterinarius derivato da veterina (bestia da tiro e da soma) che ha relazione con vetus(vecchio,
malandato, bisognoso di cure).
La sincope sembra richiamare “vetro”.
Automobile. E’ l’it. “vettura” dal lat. vectura (trasporto) da vehere (trasportare).
Vedovo/a. Dal lat. viduus (idem), con metatesi.
Bere.
Dal lat. bibere (idem).
Beverone (per maiali).
Da “beverone” (v. vivi).
Veccia.
Dal lat. vicia (idem). Molto frequente la coppia “vizzi e dòlachi”.
Eruzione cutanea, esantema. Dal lat. vòmica (pustola, vescichetta), con forma sincopata.
(“E’ fattu vochi vochi” = è tutto coperto da esantema).
Boccola, filo di ferro a forma di anello per legare gli scarpuni (v.).
Dal lat. bùccula (bocchetta).
Comune anche il dim. vucculedda.
Piccolo fosso in cui si mettono a dimora semi di ortaggi. Dal lat. fovea (buco, fossa), con metatesi.
Bue. Dal lat. bos, bovis (idem).
Plur. vuoi; il conduttore è vujaru.
(“Lu voj chiama curnutu a l’asinu”: l’origine dotta del proverbio si deduce da “asinu” per “ciucciu”).
“Mitti li vuoj” = impiegare i buoi per l’aratura.
Stomaco, pancia.
Dal lat. follis (sacco di cuoio, borsa).
“S’è chjinu lu vòllaru” = si è rimpinzato di cibo.
Borea.
Dal greco boréas, lat. boreas (vento di settentrione).
(“Aria russa, o vòria, o terra mpussa”; altro che “rosso di sera…”).
Tumefazione, enfiagione.
Dall’it. “bòzza” tratto da *bottia (base di origine oscura) che significa “gonfiore”, “protuberanza”; la
forma è alterata diminutiva.
Uosa, ghetta.
Dal germanico hosa (idem).
Volta.
Dal lat. volgare *volta (*volvita) dal verbo volgere (girare).
(“Nc’era na vota nu sùrici e nu pidòtu: aspetta n’atu pocu, ca ti lu cuntu”: anche il più celebre degli
incipit può essere oggetto di gioco verbale).
Voto, espressione di volontà.
Dal lat. votum (voto).
Gonfiore, tumefazione; gozzo.
Dalla base di origine sconosciuta *bottia (gonfiore); per “gozzo” si può ricordare l’it. “gargozzo” che
richiama la radice *garg.
(“Lu vuozzu a l’anginaglia”, “la vozza di la gaddina”, “la vozza ncanna”).
Spendaccione.
Letteralmente “braca rotta”.
(Per quanto riguarda l’espressione “s’è misu nta la vraca”, si fa riferimento a persona che permane in
uno stato di ozio, al sicuro da ogni impegno perturbatore).
Dal lat. braca (di origine gallica) = idem.
xBrachiere, cinto, sospensorio.
Dal provenzale braguier derivato dal lat. tardo bracarius (portatore di brache).
“Molla di vrachieri” è persona assai lenta.
Gridare forte.
Dal germanico brammon (urlare).
V. abbramà.
Quantità da stringere in una mano.
Dal lat. tardo branca (zampa).
Braciere. V. vrascia.
Crusca.
Brace.
Dal germanico brasa (idem).
Visiera di berretto, di coppola.
Deformazione della corrispondente voce italiana derivata dal francese antico visiere da vis (viso).
Bracciata, quantità che può essere contenuta tra le braccia.
Da “braccio” (lat. brachium e bracchium).
Sassolino, frammento di pietra.
Alla base il lat. parlato *briccia e il gotico brika (frammento di roccia). Il verbo lat. brisare (da cui il
francese briser) significa pigiare, rompere.
(Celebre il gioco “a bricci”).
Cerchio formato con una frusta torta.
Dal lat. vinculum (vimine; legame) con suffisso derivativo. Cfr. il calabrese vrinchiu citato da ROHLFS (I, 324). Da un it. antico “brenna” derivato dal lat. tardo brinna (forse relitto del sostrato mediterraneo,
secondo D’ASCOLI). Per ONDIS è il germanico brennos.
Brandelli; testicoli.
All’origine il francese antico braon (pezzo di carne), di origine franca (brado), da cui l’it. “brandello”,
con influsso di un deverbale medievale lat. fringula (D’ASCOLI).
Procurare lesioni, accennare a spaccarsi. Dal francese briser (frangere, rompere). V. vriccia.
Bresca, favo di miele.
Dal lat. tardo brisca (idem).
Solleticare. Dal lat. fricare (strofinare) probabilmente incrociato con vellicare (pizzicare).
Verità. Dal lat. veritas, veritatis (idem). Forma sincopata.
Favagello, erba fava (Ficaria verna). Dal lat. broccus (protuberanza, germoglio). Cfr. il francese broche (spiedo): il favagello ha, infatti, un tubercolo lungo che fa pensare al fico brogiotto.
Bernoccolo, protuberanza. Dal lat. ebùrneus, ebòreus (d’avorio), per significare “conchiglia”, “corno”, “grugno” e simil
Pianta impiegata per la concia delle pelli.
Dal greco myríke (lat. myrica o myrice = tamarisco).
Esiste una variante brya (attestata da PLINIO) che spiega l’uso di vruia (tamerice) ancora presente in
alcune zone del Basso Cilento.
Brulicame, moltitudine caotica.
Dal lat. *bullicare (da bullire) = bollire. Cfr. il francese brouillerie (confusione).
Brugo, erba scoparia.
Dal lat. volgare *brucus, di area galloromanza, importato in Lucania.
Caldarroste.
Dal francese brûler (bruciare, tostare). Da non trascurare, comunque, che in Puglia – secondo
ZINGARELLI – col sost. antico varòle si designava il “fornello bucherellato per far le caldarroste” (dal
lat. *variolae, da varius = chiazzato; cfr. “vaiolo”).
Broccolo; al plur. “capricci”.
Dal lat. broccus (sporgente).
Scadenze inesorabili: “Vruòcculi e pridicaturi doppu Pasca nun màlinu cchiù”.
Ferita, scottatura. Dal lat. vulnus, vulneris (ferita), con metatesi e assimilazione. Probabile influsso di vuva (v.).
Padella bucata per caldarroste.
V. vrula e vrùvela.
Ragade, screpolatura delle labbra.
Dal lat. *buccanea (passio) = malattia della bocca.
V. vatalanu per il significato.
Da “bocca aperta”.
Femminile vuccaperta.
Pappagorgia, gozzo, giogaia.
Dal lat. brìccula (barbazzale, ganascino).
Bollire.
Dal lat. bullire (idem) tratto da bulla (bolla).
(“Esci a buddi” = iniziare a bollire).
Volto, ceffo, cipiglio.
Dal lat. vultus (volto, aspetto, cera), con anaptissi.
Vomitare.
Dal lat. vomitare (idem).
Baccello della fava.
Dal lat. conchula, conchicla (fava).
Abbondante, generoso, che supera la giusta misura.
Dal lat. abundare (abbondare, da unda = onda, quindi “inondare”).
Cannello di fontana.
V. vòccula.
Acerbo. Dall’it. “abbozzo” (non maturo, non compiuto) incrociato con “boccio” (non aperto), risalenti alla base *bottia.
Giovane rametto elastico e flessibile (impiegato nella preparazione dei “lacciuoli” per
catturare uccelli).
Dal celtico *burra o dal prelatino *borra (= oggetto rotondo) da cui bora (tronco d’albero), con forma
diminutiva (DIDE, 86).
Prodigo, generoso.
Dal lat. vulgaris (comune, esteso a tutti), con anaptissi.
Gorgo, pozza.
Dal lat. gurges (gorgo, vortice), con anaptissi (Notevole la scelta e la regolamentazione del vùrigu per la macerazione del lino).
(Cfr. Capitula…, 29, in FUSCO, T.O.).
Attrezzo per ripescare i secchi caduti nel pozzo.
Dall’it. polpara (strumento fornito di numerosi ami per la pesca del polpo) (D’ASCOLI).
Nerbo, frustino.
Da un lat. *verpile derivato da verpa (membro virile).
Borragine.
Dal lat. medievale borrago o borago, -ginis (idem).
Bica, mucchio di covoni (gregne, v.) elevato a mo’ di casetta con spioventi.
Dal greco baúrion (casa), al diminutivo.
Il maschile vurrieddu risultava più piccolo.
Borsa, cartella. Variante di bursa, burža.
Dal lat. bursa proveniente dal greco býrsa (otre di pelle).
(La donna con un fascio di legna sulla testa calciò la borsa rinvenuta sul sentiero invece di chinarsi a
prenderla, operando una scelta drastica: “Quanna si vai a ligna, nun si vai a burža”).
Grassone, panciuto. V. vurža.
Ramo secco di erica per accendere il fuoco.
Dall’it. “boscaglia” con accezione ristretta.
“Bosco” ha origine dal germanico busk o bosk, attraverso il lat. buscus e boscus: Voscu è anche il
toponimo Bosco (fraz. di S. Giovanni a Piro) e vuschitani sono gli abitanti.
Voltare.
Dal lat. volgare *voltare (*volvitare) che sostituisce il classico volutare (volvere) = volgere.
“Vutà l’animali” = farli girare indietro; “vutà lu lèparu” = impresa erculea.
Votare.
Dal lat. votare (idem).
Curva.
V. vutà (1).
Vitello; panno che si forma sul vino di scarsa qualità.
Dal lat. vitellus (vitello) tenendo presente che vitellum vuol dire “tuorlo d’uovo”.
Spingere, mandare fuori acqua e simili.
Dal francese antico bouter (colpire, gettare), provenzale botar, franco *botan.
(“Vutta ca m’abbìu” = spingi tanto da farmi avviare, dammi una spinta perché non ho iniziativa,
operazione senza convinzione).
Cantina. Da “bótte” (lat. tardo buttis). Notare come il suffisso -aru sia spesso riferito a cose e non a persone
(campanaru = campanile, lavannaru = lavatoio, cuddaru = collare ecc.).
Buttero, guardiano di bestie bovine ed equine.
Dal greco botér (pastore).
Varietà di fico assai adatto a essere seccato.
Forse “fico di Ottati”; ed in questo caso il cambio della consonante iniziale potrebbe aver subito
l’influsso di vuttata (spinta).
Promessa, impegno, voto. (Lu votu al candidato, lu vutu ai santi).
V. votu.
Vituperio, vergogna, infamia.
Lat. tardo vituperium (idem).
Bua, ferita. Voce onomatopeica.
Poiana. Dal lat. buteo, provenzale buzac, it. “bozzago”.

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