Scheggia di legno. Figurato: parlantina. Dal gotico takka (segno), con alterazione diminutiva.
Tagliare a pezzi.
V. taccaredda.
V. taccaredda.
Deretano.
Per il DIDE (428) è derivazione dal lat. antiphonarium (libro contenente le antifone) con senso traslato
(“volume di grosse dimensioni”). Secondo altri, dalla base onomatopeica *taf o
dall’arabotafar (groppiere); per altri ancora, da “tafano”, insetto che sceglierebbe quella zona quale
sede preferita.
Taglierina, tagliolina/o: pasta alimentare ottenuta tagliando la sfoglia in strisce.
Da “tagliare”.
V. rintaglià.
Superficie coperta simile a loggia. Anticamente: capanno aperto sul davanti, palco su cui nel
medioevo venivano rappresentati i drammi liturgici.
Dal greco thálamos (ambiente di casa signorile, stanza da letto).
Persona rozza.
Dall’arabo tammâr (venditore di datteri).
Chiocciola, lumaca.
V. maruca. Il prefisso non è chiaro: potrebbe essere campa o tamarru (ramarro).
Tamburo.
Voce italiana assimilata, di derivazione araba.
(“Na panza com’a nu tammurru” è quella – dura – di chi ha fatto una solenne indigestione).
Tanfo, puzza. Dal longobardo tampf (idem).
Gallina zoppa; “zanchella”, “scianchella”.
Presenza di “anca”, “zanca”, “traballare” e forse del francese tanguer (beccheggiare).
Allora, in quel tempo, nel passato. Spesso correlativo di mù (ora).
Si ricorre a un it. antico “tando” (dagli avverbi latini tandem = infine o tamdiu = da tanto tempo) per l’etimo; sembra tuttavia opportuno un approfondimento richiamando l’attenzione sul tema del dimostrativo germanico to- da cui la congiunzione da (allora) e il tedesco dann (allora), che –
unitamente ad analoghe congiunzioni presenti in lingue di derivazione germanica – presentano
riferimento a cose precedentemente annunciate (RAMAT, Introduzione…, p. 153).
Non si può, inoltre, escludere un influsso di annu e quannu – con la presenza di “anno” – sì da
giustificare un significato prossimo a tal’annu (un indeterminato anno del passato).
Biscotto o dolce di forma circolare.
Dai dizionari silenzio o incertezza; non convince, infatti, il greco dáratos (specie di pane azzimo),
mentre appare interessante la base accadica târn (avvolgimento, forma rotonda) su cui cfr.
SEMERANO, L’infinito…, p. 13.
Tardivo (opposto a primitivu).
Dal lat. tardivus (idem), da cui anche la forma di it. antico “tardio”.
Carrucola, rotella (per il fuso).
Dal greco trochilía (carrucola), lat. trochea (idem), con anaptissi.
Tartaro, deposito di vino ed altro.
Dal lat. medievale tartar (idem) di origine araba.
Sasso da lanciare.
Potrebbe essere adattamento di “frombola” (“sasso stiacciato”, secondo il VASARI citato dal VDLI)
oppure del greco thrómbos (grumo) con influsso di tróchmalos (sasso, pietra arrotondata dall’acqua).
Padre. Greco e lat. táta (padre).
(In uso nel ceto proletario).
“A chi ti dai a mangià chiamalu tata” = padre di fatto è chi ti aiuta a sopravvivere.
Grosso boccone difficile da masticare; individuo grossolano e ingombrante.
Potrebbe essere il composto di tòtaru + ammaglià = masticare con difficoltà un grosso pezzo di cibo.
Toro (metaforicamente: uomo forte, prepotente e donnaiolo).
Dal lat. taurus (toro).
Tafano.
Dal lat. popolare *tafanus derivato dal classico tabanus (idem).
Ingombro.
Da “tavella” (laterizio) con uso maschile a sottolinearne la grandezza.
Bara.
Dall’arabo tabut (cassa di legno, bara).
Richiamo per il cane; anche tè-cca (“Tieni, qua”).
Tenere. Dal lat. tenère (idem). Uso particolare: “tenere” una persona come amante (“Si la/lu teni” = stanno insieme senza matrimonio).
Ordito, ed anche il conseguente tessuto. Dal lat. tentus (teso) da tendere. (“Mitti tenna” = disporre, montare l’ordito, e, metaforicamente, “sistemarsi”, “fermarsi”, “accasarsi”,
spesso al plurale: “mitti tenni”).
Eterno Padre, Padreterno (Pataternu). Con aferesi.
Farfalla. Forse da tresca (v.) col significato di “ballerina”.
Vaso. Dal lat. testa (pignatta, vaso di terracotta). Dim. tistulidda. (“Testa di fiuri”, ma anche di masaricoia, pitrusinu ecc.).
Fare il solletico. Dal lat. titillare (idem), con metatesi.
Padella, teglia. Dal lat. tegella (casseruola) dim. di tègula (padella).
Piano piano, leggermente. Dal greco týla (cuscino, materasso).
Poggio, monticello, balza. Dal prelatino timpa (precipizio). Accrescitivo timpuni.
Tino (grande). Dal lat. tinum (idem). Tinieddu è il tino di piccole dimensioni.
Tenente (ufficiale); resistente, che tiene, regge. Dall’it. “tenere”.
Territorio (di un Comune).
Dal lat. medievale tenimentum (possesso) da tenère (possedere).
Tirare: verbo dai molteplici significati, parecchi dei quali in comune con quelli della voce
italiana, che proviene dal lat. *tirare, di incerta origine; secondo DEVOTO dal lat. tiro, tironis(recluta).
Esemplifichiamo:
a) “tirà la porta” = chiudere la porta;
b) “tirà la carretta” = trascinare la carretta;
c) “tirà la cigna” = stringere la cintura;
d) “tirà nu šchiaffu” = mollare uno schiaffo;
e) “tirà” = aspirare; v. tirata;
f) “tirà” = avere un buon tiraggio; v. tirafuma;
g) “tirà l’arwuicchj” = tirare gli orecchi come gesto augurale in onore del festeggiato per onomastico
ecc.;
h) “tirà” = insistere per ottenere uno sconto; v. tiratu;
i) “tirà” = estrarre: “nu denti”;
l) “tirà ncoppa” = vantare dei diritti, possedere delle quote su qualcosa: “nci tira puru iddu ncopp’a la
casa” = ha dei diritti, possiede una parte della casa.
“Tira ca veni, ncasa ca trasi”: fiducia nelle azioni dirette a tirare e a premere.
Fumaiolo. V. tirà f).
Bretella. Dallo spagnolo tirante (idem).
Boccata di fumo. V. tirà e). “Fammi dà na tirata”: richiesta, in tempi magri, di fumatori al verde.
Tirchio, gretto, avaro.
V. tirà h).
Cassetto di tavolo di cucina o stanza da pranzo.
Da “tirare” (lat. *tirare di non chiara origine).
Cassetto di armadio, scrivania e mobili simili.
Da “tirare”; cfr. il francese tiroir (cassetto).
Chiocciola, lumaca.
Probabile incrocio del greco theríon (rettile) col lat. terreus (di terra).
Andare per donne, amoreggiare.
Dal greco thereýo (agogno, vado a caccia). Da considerare la possibile parentela con tirri (v.) per
“strofinare”, “pomiciare”.
Capriccio. Da tìrria (antipatia, voce spagnola) + pitirri (dal greco pitýrios, lat. pityrius = relativo a crusca) (D’ASCOLI).
Succhiellare, scoprire lentamente una carta da gioco posta sotto un’altra.
Dallo spagnolo terciar (mettere di traverso).
Colpo apoplettico.
Dall’it. “tocco” (colpo) derivato dal lat. medievale toccare di origine onomatopeica.
(La mancanza di dittongo fa supporre un’origine siciliana o calabrese).
Buccina, tromba. Dal lat. tuba (tromba), osco tufa.
Tuo fratello. Dal francese ton frère.
Serio, dall’aria importante. Dallo spagnolo tomo (importanza).
Porzione di tronco spaccato, scheggia di notevole grandezza.
Dal franco top (piede di albero, tronco).
V. ntuppà.
Qualcosa di arrotondato (es. il fieno); tortano.
Dal lat. tòrtilis (tortile, ritorto).
Dim. turchianieddu.
Pieno di vino, ubriaco fradicio. Spesso reduplicato.
Forse dallo spagnolo (e catalano) tosco (rozzo, ignorante) per significare lo stato di chi è inciuchito,
reso laido, zotico dal troppo vino. V. DIDE (440) per la complessa questione etimologica.
Tuo padre.
Dal francese antico ton sire (tuo signore).
Grosso e sciocco.
Dal personaggio veneto Tòdaro o dal greco Theódoros (Teodoro)
All’imbrunire, “tra i lumi” della sera che presto si devono accendere, e il “lustro”
del giorno che non è ancora del tutto scomparso (D’ASCOLI).
Persona volubile, incostante, che non mantiene la parola data.
Da “traballare” (non essere fermo, vacillare) che proviene dal lat. tra- (indicante movimento)
+ballare (lat. tardo dal greco ballízo = tripudio, ballo).
Nacchera. Dallo spagnolo traca (petardo) + il francese tracas (frastuono), con forma diminutiva.
Retrocedere.
Voce italiana adattata, con aferesi (lat. cedere = ritirarsi, cedere).
Donna perfida, faccendiera.
Dal provenzale trefan (perfido).
Tronco (biforcuto) trascinato, treggia.
Dal francese traille (traino) derivato dal lat. tragula (treggia) da tràhere (tirare). Cfr. ROHLFS (I, 250).
Tirare avanti, marciare, avanzare.
(Da un verbo lat. *tragulare derivato da tragula = treggia). V. traglia.
Gironzolona, perditempo.
Dal lat. traiector (chi trapassa, attraversa). Cfr. “tragitto” > “tragittiera”, donna che passa di qua e di là,
e “sagitta” > saittera.
Carro tirato da uno o più cavalli (o muli).
Dal lat. *traginum da *traginare < tràhere (tirare), attraverso il francese trainer (idem).
Colpo storto, contorsione; stato squilibrato, sbilenco.
Dal lat. tardo strambus (losco, storto) con aferesi.
Talpa. Lat. talpa. Evidenti fenomeni fonetici (metatesi, cambio di liquida, raddoppio della consonante
protonica), non senza l’influsso di trappu (v.).
Operaio addetto al frantoio.
V. trappitu.
“Li trappitari su’ l’avangilisti: / di l’uogliu pocu cuntu ti nni danu”: lo strambotto ne diffida: come
accettare i canoni di quel vangelo così lacunoso?
Frantoio per le olive.
Dalla radice trap (schiacciare) il greco trapéo (pigio l’uva) da cui i
latini trapes / trapetum /trapetus (frantoio).
Trappitieddu è il torchio per schiacciare l’uva.
Straccio. Dallo spagnolo trapo (idem). Un dim. femminile usato anche in senso metaforico
è trapparedda(straccetto, donna di poco conto).
Insidia, tranello, trappola. Dal franco *trappa donde il francese trappe (trappola), con forma diminutiva.
Entrare. Dal lat. transire (oltrepassare).
Fare “lu trasi-e-(g)hiesci” = incapacità di sostare.
Tascapane. Dal greco trágistron (idem) incrociato con kánistron (canestro).
Nuovo entrato (in certi giochi a carte: condizione comportante minori diritti e rischi più
probabili). Da trasi (v.) con alterazione diminutiva.
Pruno selvatico, detto anche trignuolu. Dal lat. tardo atrinia (nero) da ater, con aferesi.
Nottolino, legatura. V. zìccula.
Dallo spagnolo trinca (unione) e trenca (traversa che sostiene i favi).
Gioco, ballo. Dal germanico *triskan (trebbiare pestando coi piedi). “Trescando alzato, l’umile salmista”: DANTE (Purg. X, 65).
Attore teatrale, teatrante.
V. tri(g)atu.
Teatro. Dal greco théatron, lat. theatrum (idem), con metatesi.
Grande quantità di cose.
Dal Credo latino “visibilium omnium et invisibilium” (di tutte le cose visibili e invisibili) e incrocio con
“terribile” (DI, 859-60).
Passato, stantio; contrario di “fresco”. Dal lat. tardo *tricare (fare difficoltà) da tricae (fastidi).
Altalena. V. attannàngula.
La voce richiama il “mangano” per il movimento alto/basso, mentre “tricchi” può avere a che fare
con tricchitracchi (salterello).
Criticare, sparlare.
Da “criticare” (greco kritike = arte del giudicare), con metatesi e raddoppiamento consonantico
sonorizzato.
Periodo di 13 giorni di preparazione alla festa di S. Antonio di Padova (santo “di 13
grazie”); “novena” di considerevole lunghezza; per un certo periodo (circa anni ’60 del secolo scorso):
“tredicesima mensilità” (successivamente tridicesima).
Da “tredici”.
Tremito, tremolio.
Dal lat. tremor (tremore) e tremulus (vacillante) con suffisso -icius (= izzu).
Termometro. (Metatesi iniziale, geminazione della consonante postonica ed espulsione
della r dal gruppo finale).
Dal francese thermomètre (misuratore del caldo, dal greco), voce coniata nel ‘600 dal filosofo e
matematico J. Leuréchon.
Tramoggia: recipiente a forma di tronco di cono o di piramide presente nei mulini.
Dal lat. tri-modius (recipiente di 3 moggi).
Abituale metafora: “culu di trimòžžia” = deretano di considerevoli proporzioni.
Monella, sbarazzina.
Forse dal verbo onomatopeico “dringolare” (dondolarsi).
Tripode, treppiedi.
Dal greco trípous, latino tripus, tripodis (idem), con geminazione della p postonica e cambio della
consonante finale (anche trìppiti).
Tesoro. Cfr. il francese trésor (idem).
Per ROHLFS (I, 333) la presenza della r nella sillaba iniziale risulta inspiegabile.
Sofferenza, lamento.
Dal lat. tribulum tratto da tribulare (tormentare).
Ramo non grande, tronchetto.
Forse è il lat. trunculus (troncone) incrociato con il greco trochalós (rotondo), senza escludere un
influsso di zàccanu (bastone).
Raganella.
Incrocio di due sostantivi greci: trochilía (carrucola) e krótalon (crotalo).
Tuono di particolare violenza.
Dal lat. tonitrus e tonitrum (tuono), con metatesi.
Grumo sporco, placca.
Dal greco tróchos (grumo, pillola).
L’aggettivo derivato è truzzulusu (coperto di grumi sozzi, sudicio).
Bocciare, spostare la boccia.
Dal lat. tardo trusare (urtare) con probabile influsso del greco trochilía (carrucola) a sottolineare il
moto rotatorio.
Notizia, sciagura improvvisa.
Dal lat. tonare (tuonare) con accentazione ricalcante i derivati da verbi (sunàta, mangiata,scialata…).
V. trònata e truònu.
Tuono.
Attraverso lo spagnolo truéno, in cui la presenza della r viene spiegata da ROHLFS (I, 335) con
probabili motivi onomatopeici.
(La trònata “spara”, lu truònu “accidi”).
Tronchetto contorto o radice di modesta grandezza.
Dal greco tróphos (tumido) incrociato con thrómbos (grumo, ammasso).
Si può considerare una variante di struòppulu e, in questo caso, risalire al lat. stirpulus dim.
distirps (tronco, radice, ceppo).
Il DIDE (50) cita i dialettali troppa o troffa (ceppaia, cespuglio). ROHLFS (DG, 101)
riporta trófa(ceppaia di castagno o faggio) dal greco trophe (cova giovane).
Pioggia improvvisa e ricorrente, soprattutto estiva.
Dal greco tropaía (procella, rivolgimento del vento).
Torbido. Dal lat. turbidus (torbido, agitato), da turba (confusione), con metatesi e cambio d/l. Detto di liquidi.
Battere, bussare. Dal lat. tardo trusare (urtare).
Capsula, cartuccia per fucile.
Dim. di “tubo” dal lat. tubus (tubo).
Scuotere, agitare; ondeggiare.
Da una forma latina *quatulare / *cutulare derivante da quàtere (scuotere), da cui – per metatesi -la
voce dialettale.
Cfr. il lucano cutuluà (scuotere).
(Tòcula un dente malfermo e, qualche volta, ci può essere cosa resistente che “tòcula e nun cadi”).
V. anche ncinzieri.
Suonare (la tofa o anche la tromba di un’auto).
V. tofa.
Qualcosa di corto e grasso; tombolo, individuo grassoccio di piccola statura.
Dal lat. tumulus (monticello) ulteriormente alterato.
Tomolo. Dall’arabo thumm (un ottavo): misura di capacità per aridi (mezzo quintale) e di superficie agraria (400 mq). “Parlà nta nu tùmmulu di terra” = parlare inutilmente.
Fondo della botte o del barile; muro di chiusura.
Dal greco tympánion dim. di týmpanon (timpano, disco).
“Na botta a lu circhiu e n’ata a lu tumpagnu”: cerchiobottismo di sempre.
Ampelodesmo, stramba. Dal lat. medievale tunnaria (rete della tonnara); si tratta di un’erba perenne (graminacea affine alla canna) da cui si ricavano corde.
Rotondo. V. attunnà. “Chi nasci tunnu, nun poti mori quatratu”: pessimismo educativo.
Tocco, gioco o gara per scegliere. V. toccu. “Jittà a tuoccu” = tirare a sorte servendosi delle dita di una mano.
Crocchia di capelli sistemata dietro la nuca.
Dall’antico francese top (ciuffo).
“Chi teni tuppu si mmarita”: la donna che mostra arditezza e disinvoltura, ed anche una certa sfacciataggine, raggiunge l’agognata meta matrimoniale. Tuppu è anche coraggio, disinibizione.
Uomo crudele, feroce, inesorabile. Mitica figura derivata da “turco” col significato di “spietato”, “feroce”.
Torcere. Dal lat. *torcere, variante popolare di torquère (idem), incrociato con circinare (fare un cerchio).
Bastone; semplicione.
V. turcinijà tenendo presente che l’it. “tortòre” (= randello) è un bastone per torcere le funi.
Sciocco.
La forma fa pensare a un “tordo mio” o a un “tordo/merlo” o ancora a un suffisso dispregiativo in –
eo (come babbeo, gruguleu, babbaleu) del sostantivo “tordo” a cui notoriamente si attribuisce il
significato di “stupido”.
Attorniare, circuire, fare la corte.
Dal lat. tornare (lavorare al tornio) attraverso il francese antico torneièr e il provenzale torneiar,
francese moderno tournoyer (girare).
Cortina che gira intorno al letto.
Da turnijà (v.) + “letto”.
Fico originario dell’Asia Minore.
Da “troiana”, “di Troia”. Nella prima forma, oltre alla metatesi, è presente un influsso di turri(torre).
Tutu – Tutolo, in particolare il pezzo di canna libero da internodi, o altro materiale di forma cilindrica.
Dal lat. tutulus con riferimento analogico al cappello sacerdotale e alla corona di Artemide. Con
apocope.

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