Obbligo, dovere. Dal lat. ob-ligare (vincolare, obbligare).
“Farsi gli òbbrichi propri” equivale a “farsi i fatti propri”.
“Nci tengu n’obbricu” = sono obbligato a qualcuno.
Levarsi un òbbricu = restituire un favore, saldare un debito.
Acero (albero da cui, tra l’altro, si ricavano fruste flessibili). Dal lat. opulus (acero).
Farsi “com’a n’occhianu” equivale a “essere riempito” (di bòtte, di vino…).
Ognuno, ciascuno.
Dal lat. omnis ad unum (a uno a uno, dal primo all’ultimo).
Per (seguito da santi, madonne, padreterni).
Esclamazioni esprimenti disappunto, rabbia, meraviglia, insofferenza… assai frequenti e diffuse.
Oggi. Dal lat. hodie (idem).
Gomito. Dal lat. humerus e umerus (idem).
Uomo. Dal lat. homo (idem). Plurale: uòmmini (homines).
“Ama l’omu ccu lu vižiu suu”: consiglio alla sposa.
“Mitti l’omu” = impiegare un bracciante nei lavori agricoli.
Buone azioni. “Opere buone”.
Onorate, amate i fratelli. Una delle tante interpretazioni errate del latinorum, per sostenere la necessità di buoni rapporti tra fratelli. Dal lat. ecclesiastico: orate fratres (pregate, fratelli).
Stomaco del suino ucciso. Dal lat. vòlvula dim. di volva (vulva, involucro, ventre della scrofa).
Grasso, ben nutrito. Dallo spagnolo gordo (grasso).
E’ originato dal lat. fordus (pregno), variante di hordus: da opposizione tra f e h a rapporto di varianza nell’area latina osco-umbra. La h è relativa a parole provenienti da gh indoeuropeo. (DEVOTO, 77-79; PALMER, 279).
Organo. Dal greco órganon, lat organum (idem). “Sì n’organu”: ironico attributo di eccellenza.
Gioco nella paglia. Dal greco órgia (cerimonie, riti) + “paglia”.
Plurale neutro di uortu (v.). Anche uorti.
Gommosi, alterazione fisiologica delle drupacee che si manifesta come formazione ed essudazione di sostanze incolori o brune. Sul tronco dei susini ha colore dorato, donde il nome.
Con opportuno trattamento a caldo, l'”oro” veniva trasformato in colla.
Ossa. Identica la voce latina da cui proviene.
Nella frase “dijuna la panza e frišchi l’ossa” = chi non lavora non mangia; “ossa sani” o “ossa rutti” a seconda della condizione fisica e della situazione lavorativa.
Ostia. Lat. hostia (vittima). Anche particula.
Uova. Plurale di uovu. Lat. ova (uova).
Ozio. Dal lat. otium. “Stà n’ožiu”: quasi sempre per malattia.
L’amante dell’ozio: sfatigatu, pillitruni (v.).

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