Avena selvatica. Da una base prelatina *galatro designante una graminacea. Variante: àlatru.
Individuo prestante e nerboruto. Da “galèa” (nave) derivante dal greco medievale galéa.
Vantarsi, insuperbirsi. Dall’it. “galla” (cecidio, escrescenza leggera). Incrocio semantico con “gallo”.
Granchio, gambero.Dal greco kámmaros, lat. cammarus e camberus (gambero). Gammaru lunaru = tipo di gambero dal colore pallido, assai fragile.
Lana predisposta a mo’ di corda molle, avvolta intorno alla conocchia, pronta per essere filata.
Dal greco amphí (intorno) e oylos (lanoso, covone).
Polpaccio. Diminutivo di gamma (gamba) che trae origine dal greco kampe (articolazione) passato nel lat. tardo come camba e gamba.
Ampollina, ciascuno dei due recipienti di vetro, contenenti rispettivamente l’acqua e il vino, occorrenti per la celebrazione della messa. Dall’arabo garrafa (caraffa).
Gamba, garretto, caviglia. Dal prelatino celtico *garra (parte della gamba) transitato nel lat. medievale garronus.
Mascella. Dal lat. tardo gàrgola (trachea). “Garg” è radice di lingue antiche e romanze. Da notare l’it. “gargia” (branchia).
Comportamento del gatto in amore. Da “gatto”.
Mensola, palo a sostegno. Dal greco báktron (bastone) con forma diminutiva.
Trogolo. Dal lat. gabata (scodella).
Capretto gemello. Dal lat. geminus (gemello).
V. jencu.
Gialliccio, ingiallito, itterico. Da “giallo”. “Facci gialluta”.
Giulebbe, bevanda dolce; ironicamente: brodaglia. Dal persiano gulab (acqua di rose) attraverso l’arabo giulab (sciroppo).
Melanzana di origine etiopica, colitvata in Italia da oltre un secolo, specie in Basilicata dove è chiamata merlingiana pummadure per la somiglianza col pomodoro; solanum aethiopicum, una delle oltre 20 specie col nome derivato dal fiume etiopico Gilo.
Il termine è presente a Casaletto Spartano il cui territorio confina con la Basilicata.
Geloso; schifiltoso, ritroso.
Dal greco zelos (amore), tenendo presente che zelotés significa anche “partigiano”, “fazioso”, e perciò selettivo e incontentabile.
“Lu puorcu gilusu nun faci cantàri”: non raggiunge il quintale, non ingrassa. Il maiale non schifiltoso invece arragoglia (mangia di tutto).
Cemento. Voce italiana sonorizzata.
Molestare, assillare.
Da “cimentare” (provocare) tratto dal lat. caementum (rottame) da caedere (tagliare, spezzare), con sonorizzazione.
Cinema, cinematografo. Adattamento sonorizzato di voci italiane.
Ghianda. Dal lat. glans, glandis (idem).
Zolla. Dal lat. gleba (zolla, terra).
Sciocco, stupido. Voce di origine espressiva.
Gomitolo. Dal lat. glomus, glomeris (idem).
Inghiottire. Dal lat. tardo inglutire (idem).
Impacciato, goffo, poco agile. Forse dal lat. tardo harpa, di origine germanica, passato a significare “impalcatura”, “telaio” e dunque cosa ingombrante. Di una donna tarda e goffa si ha infatti l’appellativo arpa.
Il gruppo “gn” iniziale potrebbe spiegarsi con l’aggettivo latino inanis (vuoto): inanis harpa.
Malnutrito, poco sviluppato, deboluccio. Dal lat. inanis (vuota) + olla (pentola).
Persona debole, lenta, poco energica.
Dal lat. inermis (fiacco) con suffisso impiegato per indicare stati patologici come rèumu, filèumu,pustèuma.
Piagnucoloso, lagnoso. Dallo spagnolo niño lloroso (bambino lacrimoso).
Fiacca, principio di svenimento. Si può risalire al lat. in-gnavitas (inattività) adattato nella forma *gnavilantia, ma l’etimo resta oscuro.
Giudizio, intelligenza, ingegno. Dall’it. “ingegno”, con deformazione scherzosa e/o assimilazione fonosimbolica.
Inchiostro. Dal greco égkauston, lat. encaustum (bruciatura), con allusione alla tecnica pittorica che prevedeva lo scioglimento e il riscaldamento dei colori nella cera fusa.
Piegare (un tessuto). Dal lat. parlato inflecticare tratto da inflectere (piegare).
Gola, voce. Dal francese gorge (gola) a sua volta dal lat. gurga affine a gula (gola).
Ragnatela. Voce italiana con g iniziale in posizione rafforzativa.
Rampino. Dal gotico krampa (rampino) con aggiunta che richiama “ronciglio” (DANTE, Inf. XXII, 71, “runciglio”): si possono ipotizzare forme di latino tardo come *krampilium, *runcilium.
Branca, uncino, sporgenza. V. grammigliu.
Scopa di saggina o di erica dal manico lungo. Dall’it. “granato” con riferimento ai grani della saggina.
Artiglio, chela, mano adunca. Dal lat. crancus derivato dal classico cancer (granchio).
Graffiare. V. grancedda.
Rancido. Dal lat. rancidus (idem). Consonante iniziale rinforzata da g e desonorizzazione. (“Quanna lu gattu nun poti arrivà a lu llardu, dici ca sapi di gràncitu”).
Grandinare. Lat. grandinare (idem). Sostantivi: grànnanu, grannanata (lat. grando, grandinis = grandine).
Aprire. La voce italiana ha subito metatesi, rinforzo iniziale con g e apocope tipica dei verbi di terza coniugazione. Cfr., per il rinforzo iniziale, gavità (evitare), gàvutu (alto), gragnatila (ragnatela) ecc.
Coccio. Dal greco gástra (vaso panciuto), con significato ristretto a una parte dell’intero.
Castrato (maschio della pecora). Dal lat. castratus (idem) con metatesi sonorizzata.
Graticola, graticcio. Dal lat. craticula dim. di cretes o cratis (grata). “Gratiglia di l’ossa”: metaforica designazione delle costole.
Catapecchia, casa semidiroccata. Probabile derivazione dal greco kata-ponéo (abbatto) con influsso del lat. *corrupare (abbattere), da cui *corruptorium (riparo rovinato); da non escludere una eco di “gattabuia” per gli aspetti dispregiativi implicati.
Fascio di manipoli (detti jièrmiti) di cereali (grano, orzo, avena) mietuti. Tante gregneformano una vurredda (v.). Dal lat. gremia (manipoli, plurale di gremium).
V. malipatènzia.
Inula viscosa. Dal greco knýza (conizza, inula conyza ossia erba baccherina).
Gru. Dal lat. grus, gruis (idem). Plurale metafonetico: gruoi.
Gloria. Dal lat. gloria (idem). Groliappatri = Gloria Patri; “spara la grolia” = si sciolgono le campana a Pasqua; “sunà a grolia” = campane a morto per un bimbo (solo un delicato tintinnio).
Gorgogliare, grufolare. Dal greco grýpos (grifo, naso aquilino, muso del maiale).
Gufo. Dal greco moderno goúrgoulas (idem).
Ruvido, nodoso (contrario di lisciu). Dal germanico kroppa (groviglio).
Rutto. Dal lat. ructus (idem), con rinforzo iniziale di g. Verbo: gruttijà.
Ernia. Dall’arabo wadara (idem). Per il DIDE l’etimo è da ritenere ignoto (231).
Graticcio di canne legate con fili di ginestra con bordi formati dagli stessi. Dal germanico wadia (festuca, verga). Si può ricordare anche il longobardo wada (rete da pesca di forma quadrata, di circa 2 metri di lato).
Ragazzo. Dal lat. ganeo, ganeonis (crapulone) o dal germanico *waiotanjan (pascolare) da cui il francese antico guagnere (lavoratore giornaliero) (DIDE, 455).
Bifolco. Diverse ipotesi: – lat. aequalanus (mezzadro o accoppiatore di buoi); – lat. bubalanus (guardiano di bufali); – germanico wald (bosco) + mann (uomo); – provenzale galan (giovane).
Garzone, servo, lavoratore subordinato. V. guazzu.
Capanno del cacciatore. Da “acquattarsi” derivato dal lat. coactus (costretto, raccolto).
Ragazzo, fanciullo. Elenco di ipotesi:
– lat. catulus (piccolo di ogni animale); – franco wrakjo (giovinetto); – francese garçon (fanciullo); – it. “(ra)gazzo”. Una raccomandazione: “Lu suli di marzu accidi li guazzi”.
Lottare, contendere. Dal greco agoniáo (lotto, gareggio).
Guaire. Dal germanico wai (lamento).
Voglia, forte desiderio. Dal lat. gula (golosità, per metonimia) onde gulo, gulonis (ghiottone, goloso).
Corbezzolo. Dal greco kómaron (idem). Anche aùmmaru.
Gonna. Nonostante la forma, non si tratta di un vero e proprio diminutivo. Dal lat. tardo gunna, di origine celtica, o, secondo alcuni, iranica. Solitamente lunga e ampia (càrrica, ricca di pieghe), stretta alla vita col cinturinu.
Ginocchio. Dal lat. genuculum (idem). ROHLFS ipotizza l’influsso del greco góny o di un lat. *gunuculum o *gonuculum per un fenomeno di assimilazione vocalica (I, 130, 156, 332).
Gomito. Dal lat. cubitus (idem).
Cagnolino nato da poco. Dall’it. “cucciolo”, onomatopeico.

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